I Giovani turchi attaccano Renzi

venerdì 1 Luglio 2016 - Politica

I Giovani turchi attaccano Renzi

Riunione nottura della corrente di Orfini e Orlando. Né referendum, né Italicum. "Il problema del Pd è la questione sociale, siamo vissuti come parte dell'establishment"

Leali sì, ma... Lunga riunione notturna dei Giovani turchi, la componente che fa capo al presidente del Pd Matteo Orfini e al ministro della Giustizia Andrea Orlando, in vista della direzione di lunedì. Non sono mancate le critiche a Matteo Renzi. Sull'asse con Orfini si regge la maggioranza interna che schiaccia i dissidenti ogni volta che il Pd si riunisce. Dunque, uno scarto degli orfiniani è in grado di spostare gli equilibri dem.

I turchi però scelgono di non attaccare sul referendum costituzionale o sull'Italicum. "Non sono gli argomenti per i quali abbiamo perso le comunali". Il punto è la questione sociale: disoccupazione, welfare e periferie. "Il Pd è vissuto come parte dell'establishment", spiega il Guardasigilli Orlando. "Stiamo facendo molto per avere un Paese più efficiente, ma non abbastanza per un Paese più giusto", dice il deputato varesino Daniele Marantelli. "Non ce ne frega niente della separazione segretario-premier, non vogliamo salire su altri carri. Vogliamo aiutare Renzi. A cambiare". A cambiare soprattutto sulle pensioni "perchè i vecchi reggono la baracca delle famiglie e oggi non hanno alcuna sicurezza sul futuro". La corrente si prepara a presentare un suo documento lunedì aggiungendo un po' di pepe a direzioni che ormai sono a senso unico, in cui si vota la relazione del segretario e stop.

Il governo deve concentrare l'attenzione sull'elemento sociale che trasmette paura: la previdenza. E deve farlo cambiando la legge Fornero per risolvere il problema dei lavori usuranti, degli esodati (ormai quasi tutti coperti) e della flessibilità. Quasi tutti, nel corso della riunione, hanno espresso dubbi sull'idea di Palazzzo Chigi del prestito pensionistico. "Magari tecnicamente funziona, politicamente no", avverte Marantelli. Insomma, il governo deve spostare il focus o almeno conciliare i due piani: dai giovani agli anziani, tenendo insieme le generazioni. Stefano Esposito è di Torino, dove la sconfitta è stata più amara. "Dobbiamo pensare ai nonni, mandare a loro un messaggio chiaro di fiducia. Quando 11 milioni di italiani rinunciano alle cure sanitarie significa che pesa l'incertezza dei più vecchi, che gli assegni previdenziali non bastano più e che non vedono una via d'uscita". Sulla stessa linea l'altro deputato piemontese Umberto D'Ottavio: in quella regione per il Pd è stato un disastro dappertutto. E come pronostica il leader dei Moderati, Giacomo Portas, anche lui torinese, il prossimo anno, nei comuni del Piemonte dove si vota, "rischiamo un'altra batosta". Orfini era assente per un'influenza, ma è stato difeso nel corso della riunione. I Giovani turchi si sono presi la responsabilità di andare a sbattere in due città compromesse: Roma e Napoli. Nella Capitale,

che è commissariata dallo stesso Orfini, nel capoluogo campano con Valeria Valente, rappresentante della corrente, che non è arrivata neanche al ballottaggio. Comne dire: abbiamo già dato, "ci abbiamo messo la faccia", adesso vogliamo essere ascoltati. 

  1. JJ scrive:

    sssjs

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